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TRA I Più POVERI D’ITALIA

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May 11, 2026

di Antonio Monaco

Benvenuti nel paese più povero della Puglia e tra i più poveri dell’Italia.  Il fisco ancora una volta pone Roseto Valfortore agli ultimi posti nella classifica della ricchezza regionale e nazionale. I rosetani dichiarano appena 12mila euro l’anno pro-capite. Il più ricco paese, invece, è Basiglio, in provincia di Milano. I suoi abitanti vantano un reddito di oltre 40mila euro a testa. Sono i dati diffusi dal Ministero dell’Economia e della Finanza. Se su scala nazionale Roseto si posiziona all’ottavo posto, nell’ambito Puglia sale sul podio della miseria, risultando essere il paese più povero. Una maglia nera che non riesce a sfilarsi. E’ da quasi 40 anni che Roseto viaggia sempre in testa alla classifica nazionale dei paesi più poveri. La prima volta fu  l’Istat nel 1988 a certificare la miseria dei rosetani. L’anno dopo, il 29 giugno del 1989, il quotidiano La Repubblica dedicò un reportage sui paesi più ricchi e più poveri, focalizzando su Roseto Valfortore e Nardo di Pace, in provincia di Cosenza, che quell’anno erano rispettivamente il secondo e primo paese più povero dello Stivale. Trentasette anni fa Roseto contava quasi duemila abitanti. Oggi sono circa 700. Costituiti in larga parte da anziani. Assistenzialismo e agricoltura sono le maggiori fonti di reddito.  C’è poi un piccolo esercito di dipendenti, un centinaio, divisi tra quelli che lavoro negli uffici pubblici, compresi i dipendenti comunali e quelli regionali, come le persone alle dipendenze dell’Arif e della Sanitàservice.  Da qualche anno si sono aggiunti anche quelli che lavoro presso la casa di riposo. Seguono artigianato e commercio. Poi ci sono i braccianti che vivono tra lavori stagionali e sussidi di disoccupazione. Da qualche anno i pubblici amministratori hanno puntato sul turismo, dotando il paese anche del fregio di Borgo più Bello d’Italia della Bandiera Arancione. Uno specchietto per le allodole per accattivarsi i turisti. Spesso, però, si riducono a persone originarie di Roseto che vivono all’estero. Un tempo erano proprio le rimesse degli emigrati a risollevare la povertà di Roseto. Oggi di emigrati ne arrivano sempre meno. Un miraggio di ricchezza tuttavia a Roseto si è avuto una ventina di anni fa. L’Eldorado doveva arrivare sulle ali del vento, quello che spira forte sui monti circostanti il paese. L’impeto di Eolo ha favorito la nascita di una selva di pale sormontate da aereogeneratori. La ricchezza sperata non c’è stata, in termini di vantaggi per la popolazione. L’industria eolica, attraverso le royalties, lascia solo le briciole nelle casse comunali. Certo qualche posto di lavoro l’ha creato. A beneficiarne però sono stati i parenti e gli amici dei pubblici amministratori che hanno gestito l’affaire in nome della regola ferrea del clientelismo. Eppure a ben guardare lo stile di vita degli abitanti di Roseto non si direbbe che questa gente sia tra le più povere d’Italia. Se ad una buona dose di evasione fiscale si somma l’immancabile lavoro nero, ecco svelato l’arcano della povertà che non c’è. Non a caso fino ad un paio di anni fa in paese era presente uno sportello bancario.

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